25 apr. 2022 | Consegnato a Jonas Kaufmann il Premio Corelli100

CONSEGNATO IERI AD ANCONA
IL PREMIO CORELLI100 A JONAS KAUFMANN

Oggi il tenore visiterà la città
con tappa al Teatro delle Muse, in Pinacoteca e al Duomo

Jonas Kaufmann ha ricevuto ad Ancona il Premio Corelli100.

Alla Mole Vanvitelliana di Ancona ieri la cerimonia di consegna che ha concluso idealmente le manifestazioni per il centenario della nascita del tenore Franco Corelli.

Lo ha consegnato l’Assessore alla Cultura della città di Ancona Paolo Marasca.

Il Comune di Ancona – su proposta della Fondazione Teatro della Muse ha istituito il “Premio Corelli100” da attribuire a personalità che si sono particolarmente distinte nel mondo dell’opera. La dimensione non poteva che essere quella internazionale: il “mito” di Corelli nasce infatti nella seconda metà del Novecento quando i successi europei del tenore anconetano trovarono eco in quelli statunitensi e si consolidò – dalla Scala al Metropolitan – la fama di un interprete straordinario, di una voce riconoscibile e inimitabile, di una presenza scenica carismatica.

Il premio del centenario corelliano è andato quindi a Jonas Kaufmann “artista che, più di ogni altro, rappresenta oggi l’interprete di riferimento nel repertorio lirico, riconosciuto ed apprezzato da una platea globale”, come recita la motivazione.

La cerimonia si è tenuta all’Auditorium della Mole Vanvitelliana con un saluto del direttore del Teatro delle Muse di Ancona Velia Papa che ha aperto la giornata, l’Assessore alla Cultura di Ancona Paolo Marasca ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e ha ringraziato tutte le istituzioni, le Associazioni e le singole persone che hanno contribuito al successo di questi festeggiamenti corelliani. Presente in prima fila il consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro delle Muse e altre personalità cittadine che hanno sostenuto la riuscita dell’iniziativa.

Prima della consegna del premio l’artista ha dialogato con Alberto Mattioli – critico musicale e saggista – dopo che il giornalista e critico Fabio Brisighelli ha introdotto una testimonianza video di Franco Corelli dal Trovatore e una dello stesso Kaufmann da Tosca.

Alla fine della cerimonia, grandi applausi, il tenore si è concesso un bagno di folla tra richieste di autografi e selfie.

Il tenore visiterà oggi Ancona con tappe al Teatro delle Muse, in Pinacoteca, al Duomo.

Il tenore tedesco, che negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza in Italia, aggiunge questo ai numerosi riconoscimenti ricevuti in tutto il mondo per la sua attività sui palcoscenici operistici più prestigiosi e per le sue incisioni. Dagli esordi mozartiani – nel 1998 fu Ferrando in Così fan tutte, ultima produzione di Strehler al Piccolo Teatro – l’artista si è affermato nel repertorio francese – nel 2009 fu Don José nella Carmen inaugurale alla Scala – e tedesco – Lohengrin a Bayreuth nel 2010 e poi alla Scala, il 7 dicembre 2012; Parsifal al Metropolitan di New York nel 2013 – ed ha affrontato i ruoli più impegnativi del repertorio italiano: Cavaradossi in Tosca, Radames in Aida, Otello, Andrea Chénier.

14 apr. 2022 | Premio Corelli100 a Jonas Kaufmann

AD ANCONA IL PREMIO CORELLI100 A JONAS KAUFMANN
DOMENICA 24 APRILE ALLE ORE 18
ALL’AUDITORIUM DELLA MOLE VANVITELLIANA

Come ideale conclusione delle manifestazioni per il centenario della nascita di Franco Corelli, il Comune di Ancona – su proposta della Fondazione Teatro delle Muse – istituisce il “Premio Corelli100” da attribuire a personalità che si sono particolarmente distinte nel mondo dell’opera.

La dimensione non può che essere quella internazionale: il “mito” di Corelli nasce infatti nella seconda metà del Novecento quando i successi europei del tenore anconetano trovarono eco in quelli statunitensi e  si consolidò – dalla Scala al Metropolitan – la fama di un interprete straordinario, di una voce riconoscibile e inimitabile, di una presenza scenica carismatica.

Il premio del centenario corelliano va a Jonas Kaufmann “artista che, più di ogni altro, rappresenta oggi l’interprete di riferimento nel repertorio lirico, riconosciuto ed apprezzato da una platea globale”, come recita la motivazione.

Kaufmann – che qualche settimana fa ha terminato l’incisione di Turandot all’Accademia di Santa Cecilia e sta per tornare al Teatro San Carlo di Napoli per Tosca – sarà ad Ancona domenica 24 aprile, per ricevere il premio nell’Auditorium della Mole Vanvitelliana: alle 18.00 è fissato un incontro in cui l’artista dialogherà con Alberto Mattioli – critico musicale e saggista – dopo che il giornalista e critico Fabio Brisighelli avrà introdotto le testimonianze video di Franco Corelli.

Il tenore tedesco, che negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza in Italia, aggiunge questo ai numerosi riconoscimenti ricevuti in tutto il mondo per la sua attività sui palcoscenici operistici più prestigiosi e per le sue incisioni. Dagli esordi mozartiani – nel 1998 fu Ferrando in Così fan tutte, ultima produzione di Strehler al Piccolo Teatro – l’artista si è affermato nel repertorio francese – nel 2009 fu Don José nella Carmen inaugurale alla Scala – e tedesco – Lohengrin a Bayreuth nel 2010 e poi alla Scala, il 7 dicembre 2012; Parsifal al Metropolitan di New York nel 2013 – ed ha affrontato i ruoli più impegnativi del repertorio italiano: Cavaradossi in Tosca, Radames in Aida, Otello, Andrea Chénier.

Evento gratuito con prenotazione obbligatoria
premiocorelli100.eventbrite.it

6 apr. 2022 | Stagione Lirica 2022 di Ancona

ATTILA DI GIUSEPPE VERDI
e
IL MATRIMONIO SEGRETO DI DOMENICO CIMAROSA

DUE NUOVE PRODUZIONI D’OPERA
SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO DELLE MUSE

A vent’anni dalla riapertura del Teatro delle Muse, la Stagione Lirica di Ancona 2022 offre due nuove produzioni: Attila di Giuseppe Verdi e Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, rappresentati per la prima volta sul palcoscenico restituito agli anconetani nel 2002.

L’opera verdiana – che appartiene ai cosiddetti “anni di galera” – e la più famosa tra le commedie di Cimarosa sono da qualche tempo tornati alla ribalta dei grandi teatri.

Ancona le aveva ascoltate prima che il Teatro delle Muse fosse distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale: Attila nelle stagioni 1851, 1856 e 1875, Matrimonio nel 1911 e nel 1928.

La Stagione Lirica di Ancona si apre venerdì 30 settembre alle ore 20.30 e domenica 2 ottobre alle ore 16.30 con Attila Ddamma lirico in un prologo e tre atti, libretto di Temistocle Solera tratto dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner, Musica di Giuseppe Verdi, direttore Marco Guidarini, regia Mariano Bauduin, scena Lucio Diana, costumi Marianna Carbone; Attila, re degli Unni è interpretato da Alessio Cacciamani, Ezio, generale romano è Fabian Veloz, Odabella, figlia del signore di Aquileia è Marta Torbidoni, Foresto, cavaliere aquilejese Sergey Radchenko. Diretta dal Maestro Guidarini è l’Orchestra Sinfonica “Gioachino Rossini” e il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”

La produzione è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse.

La seconda opera in cartellone Il Matrimonio Segreto va in scena il venerdì 14 ottobre alle ore 20.45 e domenica 16 ottobre alle ore 16.30 al Teatro delle Muse, dramma giocoso in due atti di Giovanni Bertati, dalla commedia The Clandestine Marriage di George Colman il vecchio e David Garrick, musica di Domenico Cimarosa, vede sul podio il direttore d’orchestra Diego Ceretta, la regia è affidata a Marco Baliani, scene e costumi sono di Lucio Diana. Nel cast: Geronimo è Filippo Morace, Elisetta Maria Sardaryan, Carolina è intepretata da Veronica Granatiero, Fidalma è Mariangela Marini, Il Conte Robinson Alessio Arduini, Paolino Pierluigi D’Aloia. Suona l’Orchestra Sinfonica “Gioachino Rossini”. La produzione è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse.

Entrambi i titoli respirano un’atmosfera europea: Attila nasce sulle scene di una Venezia austroungarica, Matrimonio segreto vede la luce al Burgtheater di Vienna, dove raccolse un successo così grande, da far nascere la leggenda che l’Imperatore avesse preteso come bis l’esecuzione integrale dell’opera. Capolavori della musica italiana, tutte e due le opere provengono dal teatro di prosa e si rifanno a titoli ed autori stranieri. Attila, re degli Unni è una “tragedia romantica” di Zacharias Werner, finita tra le mani di un Verdi curioso dell’esperienza teatrale europea, che si era già avvicinato a Schiller con Giovanna d’Arco (e continuerà con I Masnadieri, Luisa Miller, Don Carlos), e presto rivolgerà il suo interesse a Hugo (Rigoletto).

The secret marriage è la commedia di maggior successo scritta a quattro mani da Georg Colman il vecchio e David Garrick – attore e drammaturgo – nata sulle scene londinesi nel 1766 e diventata popolare in tutta Europa, dove Bertati – divenuto Poeta Teatrale alla corte di Vienna, dopo l’esilio di Lorenzo Da Ponte – ne fece soggetto della più fortunata opera buffa cimarosiana.

Se per tre secoli il melodramma ha permesso che tutto il vecchio continente riconoscesse l’italiano come la lingua della musica e della poesia – contribuendo alla formazione di un’identità nazionale – l’opera italiana si è nutrita della letteratura e del teatro europei. È anche per questa ragione che il nostro melodramma è patrimonio comune dell’Europa e del mondo.

La campagna abbonamenti si apre:
da mercoledì 20 aprile per RICONFERME ABBONATI (Stagioni 2019 /2020 /2021)
da sabato 21 maggio NUOVI ABBONAMENTI
da mercoledì 6 luglio BIGLIETTI

I prezzi  dell’abbonamento vanno da €26 in terza galleria, €68 in seconda galleria, €87 in prima galleria fino a €110 in platea.

I biglietti vanno da €80 intero in platea, €66 in prima galleria, €55 in seconda galleria fino a €30 intero in terza galleria con sconti previsti per under 30 e over 65.

Info: biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

La Fondazione Teatro delle Muse è sostenuta da: Socio Fondatore: Comune di Ancona / Con il contributo di: Ministero della Cultura, Regione Marche, Fondazione Cariverona / Con il sostegno di: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro.

29 nov. 2021 | Libro e concerto al Ridotto delle Muse

MERCOLEDI 1 DICEMBRE ALLE ORE 18
AL RIDOTTO DEL TEATRO DELLE MUSE
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
GIUSEPPE BORNACCINI UN MUSICISTA ANCONETANO DELL’OTTOCENTO
DI MARIA GRAZIA SALONNA

SEGUE
CONCERTO DEI SOLISTI DELL’ACCADEMIA LIRICA DI OSIMO

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
giuseppebornaccini.eventbrite.it

Mercoledì 1 dicembre alle ore 18 al Ridotto del Teatro delle Muse è prevista la presentazione del libro Giuseppe Bornaccini Un musicista anconetano dell’Ottocento di Maria Grazia Salonna, edizioni Affinità Elettive.

Introduce Vincenzo De Vivo, direttore artistico della Stagione Lirica di Ancona e la studiosa Paola Ciarlantini dialoga con l’autrice Maria Grazia Salonna; segue il concerto dei Solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo: Maria Krylova (soprano), Tamari Kirakosova ( mezzosoprano), Johnny Ronen Bombino (baritono), Matteo Torcaso ( baritono) accompagnati al pianoforte da Valeria Picardi su musiche di Giuseppe Bornaccini.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria giuseppebornaccini.eventbrite.it

L’appuntamento è sostenuto da Comune di Ancona, Fondazione Teatro delle Muse In collaborazione con Accademia d’Arte Lirica di Osimo.

4 set. 2021 | Gianni Schicchi e Conte Ugolino alle Muse

KAMMEROPER ALLE MUSE

DOMENICA 5 E MARTEDI 7 SETTEMBRE ALLE ORE 21
ALLE MUSE
GIANNI SCHCCHI DI PUCCINI
CON LA DIREZIONE DI  MARCO GUIDARINI
E LA REGIA DI MARCO BALIANI
PROTAGONISTA SERGIO VITALE

APRE LA SERATA
IL CONTE UGOLINO
XXXIII CANTO DELLA DIVINA COMMEDIA DI DANTE
MUSICA DI GAETANO DONIZETTI
ESEGUITO CON IL COMPLETAMENTO DELL’ORCHESTRAZIONE DI MARCELLO PEPE
A CURA DI PAOLA MAGNANINI
E LA VOCE DI LUCA DALL’AMICO

Kammeroper alle Muse prosegue il 5 e il 7 settembre alle ore 21 con Gianni Schicchi Opera in un atto, libretto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini, preceduta da Il Conte Ugolino Il Canto XXXIII della Divina Commedia di Dante, musica di Gaetano Donizetti, Orchestrazione di Marcello Pepe a cura di Paola Magnanini (prima esecuzione in epoca moderna della versione per voce e orchestra), Il direttore è Marco Guidarini che dirige l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”, interprete del melodramma italiano nei più importanti teatri europei. Il regista è Marco Baliani, una delle presenze più significative nel panorama teatrale contemporaneo. Scena e luci sono di Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana.

Luca Dall’Amico canterà i versi danteschi che ritraggono la drammatica figura del Conte Ugolino, condannato a morire di fame, con i figli e i nipoti, con l’accusa di aver tradito la sua città.

L’unica opera comica di Puccini avrà come protagonista Sergio Vitale nella parte di Gianni Schicchi, che reduce dai successi di Traviata allo Sferisterio, fu il protagonista del Falstaff alle Muse nel 2015.

Accanto a lui saranno Veronica Granatiero Lauretta – che il pubblico anconetano ricorda come protagonista della  SonnambulaMariangela Marini  Zita,  Pietro Adaini Rinuccio – che fu il Principe in CenerentolaLuca Dall’Amico Simone, ed un gruppo di giovani interpreti, alcuni dei quali provengono dalle realtà formative della Regione: Alessandro Fiocchetti Gherardo, Zuzanna Klemanska Nella, Gherardino Elena Mancia, Eugenio Di Lieto Betto di Signa, Matteo Torcaso Marco, Mariia Krylova La Ciesca, Johnny Ronen Bombino Maestro Spinelloccio/Guccio tintore, Davide Bartolucci Messer Amantio di Nicolao, Pier Silvio De Santis Pinellino calzolaio, Lorenzo Venturini Buoso Donati. L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Dalle note di regia di Marco Baliani:_ Ascoltando la musica che Puccini compose per il Gianni Schicchi, si viene percorsi da un  irrefrenabile moto di gioiosità. Me lo figuro, l’autore, avvolto nelle volute del suo inseparabile  sigaro toscano, mentre butta giù le prime note, e già il sorriso gli si stampa in volto e poi, mano a mano che la composizione prende forma, lo sento ridere, da solo, come accade nei momenti più liberi delle nostre vite, ridere di come si sta già immaginando la scena, i cantanti, con le parole del librettista Forzano  che diventano canto, guidate dalla musica che non smette di prenderli in giro, di giocare con loro e con la trama, contrappuntando ogni moto di sorpresa e di delusione, e ancora lo vedo sorridere, a fine serata, esausto per tanta creazione, ma sazio di aver trovato la strada giusta che legherà in un unico intreccio tutta la partitura.
Si merita davvero un altro sigaro, perché sa che sta creando un’opera buffa di altissimo lignaggio, e vuole che questo suo interiore divertimento si propaghi agli spettatori, ai musicisti dell’orchestra, ai cantanti, ai macchinisti, tutti ascoltando l’opera devono sbellicarsi e gioire.
Gianni Schicchi è un gioiello di divertimento teatrale e musicale, e penso che vada fatto respirare nella sua semplicità di struttura scenica, senza orpelli, senza enfasi scenografica, è già tanto densa la storia tra quelle quattro mura della stanza , col morto sul letto che diventa quasi corpo vivo nelle iniziali falsissime preghiere, negli insulti, nella ricerca del fatidico testamento.
E’ una storia di testamenti mancati, di cialtroneria, di furbizia truffaldina, una storia vecchia come il mondo, che Puccini riesce a trasformare in un’ esilarante comicissima vicenda di invidie, sberleffi, accanimenti, inganni.
Ciò che conta sono, per me, i gesti e i volti dei cantanti- attori, la loro presenza scenica, il loro muoversi e interagire tra loro. Voglio lavorare sulla dimensione teatrale dell’opera, su una concatenazione espressiva che dia risalto alle singole voci, costruendo il gruppo dei  parenti come un unico affiatatissimo coro che, quando serve, amplifica la singola gestualità di ciascuno, senza mai cadere nel grottesco, anzi generando sorprese come di continuo fa la musica di Puccini che non molla mai la presa, non si distanzia, resta fedele alla rissa comica e alla sgargiante bricconaggine dello Schicchi.
Un coro di borghesi arricchiti, che già si sentono superiori al volgo, da cui pure un tempo provenivano, e che vengono invece turlupinati proprio da un genio popolare che ne ridicolizza le pretese.
Unico stacco nell’opera è, oltrechè la furbizia di Schicchi che da un certo punto in poi guida e trascina l’intera compagine dei parenti, è il quadro d’amore tra Rinuccio e Lauretta, unico momento in cui la forza vitale dell’amore sembra prevalere sulle bassezze di eredità e soldi, come una specie di possibile promessa di una vita diversa, anche se poi, come in tutte le fiabe, non si sa se  vissero davvero felici  e contenti.

Biglietteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00,
il giovedì aperta anche nel pomeriggio dalle 17.00 alle ore 20.00.
Info 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

La Fondazione Teatro delle Muse è sostenuta da: Soci Fondatori: Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di: Ministero della Cultura, Regione Marche / Con il sostegno di: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro.

Tutti gli appuntamenti sotto l’egida di Corelli100, omaggio al centenario dalla nascita del grande tenore anconetano, sono consultabili su www.comune.ancona.gov.it/ankonline/corelli100

27 ago. 2021 | Donizetti alle Muse: come rideva Napoli

DONIZETTI ALLE MUSE: COME RIDEVA NAPOLI
GIOVEDI GRASSO, FARSA IN UN ATTO
PRIMA ESECUZIONE DELL’EDIZIONE CRITICA

il direttore Sebastiano Rolli ricostruisce la prima esecuzione napoletana dell’opera alla luce di alcuni brani riscoperti,
il regista Francesco Bellotto si ispira al teatro di Eduardo Scarpetta,

il baritono Simone Alberghini alle prese con un ruolo in napoletano

Al via gli appuntamenti al Teatro delle Muse di Ancona con le opere sotto l’egida di Kammeroper alle Muse.

il 29 e il 31 agosto alle ore 21 si parte con Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac, farsa in un atto di Gaetano Donizetti, libretto di Domenico Gilardoni, nella nuova revisione critica a cura di Giovanni Sparano e Alvise Zambon, che tiene conto degli ultimi ritrovamenti, tra cui un’aria alternativa per il baritono e alcuni recitativi, che verranno eseguiti per la prima volta.

È uno dei lavori comici più esilaranti del compositore bergamasco scritto per il Teatro del Fondo di Napoli nel febbraio del 1829, con uno strepitoso successo, che coinvolse l’entusiasmo del Re e della corte. L’edizione anconetana riprodurrà laprima esecuzione napoletana dell’opera, aggiungendo anche l’aria scritta in seguito da Donizetti per il baritono Tamburini, che non venne mai eseguita e che vedrà la luce per la prima volta al Teatro delle Muse.

Il direttore è Sebastiano Rolli, presenza prestigiosa nel repertorio del belcanto italiano, sul podio dell’Orchestra Sinfonica “Gioachino Rossini”. La regia è di Francesco Bellotto – eminente studioso donizettiano, che ha voluto ispirarsi al teatro di Eduardo Scarpetta, il più eminente autore e attore operante sulle scene napoletane tra 800 e 900, che fu il padre di Eduardo de Filippo – scena e luci di Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana. Nel cast figurano artisti che frequentano con assiduità il repertorio belcantistico ed hanno grande dimestichezza con la comicità ottocentesca: Simone Alberghini Sigismondo – dopo i personaggi mozartiani e rossiniani, per la prima volta alle prese con un ruolo di buffo in napoletano, come nella tradizione delle farse donizettiane – Carolina Lippo Nina, David Astorga Ernesto di Rousignac, Carmine Riccio Teodoro, Nutza Zakaidze Camilla, Chiara Notarnicola Stefanina, Giorgi Manoshvili Colonnello, Davide Bartolucci Cola.

L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Così presenta l’opera il direttore artistico Vincenzo De Vivo: _Il Giovedì grasso è una farsa di Gaetano Donizetti, nata per due grandi cantanti – il tenore Giovani Battista Rubini e il basso Luigi Lablache – in ambiente napoletano, dove la farsa è un “genere” del teatro musicale: un’architettura composta di arie, duetti e pezzi d’insieme, uniti da dialoghi parlati – che in questa edizione sono uniti dai recitativi secchi recentemente riscoperti – che lasciava uno spazio importante al basso buffo, che parlava in schietto napoletano. Come spesso accadeva nell’Ottocento, la vicenda era stata presa da una commedia francese di successo, Le Nouveau Pourceaugnac di Scribe, che si era ispirato a Monsieur de Pourceaugnac di Moliére: la rivincita di un giovane ma avveduto ragazzo di provincia nei confronti di una burla ordita ai suoi danni da un buontempone di città_.

Gli amanti Nina e Teodoro sono disperati poiché Nina è promessa ad Ernesto, un ragazzo semplice del villaggio, e il loro amico Sigismondo, che è geloso della propria moglie Camilla, per via di alcuni sospetti falsi, e ritiene che Ernesto possa essere facilmente aggirato. Egli decide di aiutare gli amanti: sapendo che Ernesto arriverà quando il padre di Nina, il Colonnello, sarà a Parigi, propone a tutti di travestirsi come nel “Giovedì Grasso”. Nella burla carnevalseca egli sarà un amico immaginario di Ernesto e Camilla fingerà di essere una ex amante tradita del giovane. La cameriera Stefanina, che non conosce Ernesto, è colei che gli apre la porta ae gli dice innocentemente ciò che si sta tramando alle sue spalle. Ernesto decide di reagire: tratta Sigismondo come un vecchio amico e Camilla come la sua ex amante, confermando così i sospetti presunti di Sigismondo. Ernesto invia una lettera urgente al colonnello chiedendogli di tornare a casa il più presto possibile. Al ritorno del padre di Nina, Ernesto confessa a tutti che il ragazzo semplice del villaggio ha beffato coloro che volevano raggirarlo, lasciando che Nina e Teodoro coronassero il loro sogno d’amore.

I biglietti sono in vendita su vivaticket.com

Biglietteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00,
il giovedì aperta anche nel pomeriggio dalle 17.00 alle ore 20.00.

Info 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

La Fondazione Teatro delle Muse è sostenuta da: Soci Fondatori: Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di: Ministero della Cultura, Regione Marche / Si ringraziano: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro.

24 ago. 2021 | Juan Diego Flórez in concerto alle Muse

CORELLI100

APRE I FESTEGGIAMENTI DEL COMUNE DI ANCONA
MERCOLEDÌ 25 AGOSTO ALLE ORE 21
AL TEATRO DELLE MUSE
IL CONCERTO DEL TENORE JUAN DIEGO FLÓREZ
OMAGGIO A FRANCO CORELLI
CON MUSICHE DI BELLINI, DONIZETTI, BIZET, MASSENET, GOUNOD, LEONCAVALLO, PUCCINI

SEGUONO PER KAMMEROPER ALLE MUSE
29 E 31 AGOSTO
IL GIOVEDÌ GRASSO O IL NUOVO POURCEAUGNAC DI GAETANO DONIZETTI
5 E 7 SETTEMBRE
GIANNI SCHICCHI DI GIACOMO PUCCINI
PRECEDUTA DA IL CONTE UGOLINO IL CANTO XXXIII DELLA DIVINA COMMEDIA MUSICA DI GAETANO DONIZETTI

Il tenore Juan Diego Flórez mercoledì 25 agosto alle ore 21 al Teatro delle Muse apre la carrellata di appuntamenti in omaggio a Franco Corelli, in occasione del centenario dalla sua nascita, assieme al soprano Marina Monzó e al Maestro Christopher Franklin che dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini in un concerto Omaggio a Franco Corelli su musiche di Bellini, Donizetti, Bizet, Massenet, Gounod, Leoncavallo, Puccini.

“Flórez, che già nel 2004 cantò un Omaggio a Corelli – afferma Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico della Stagione Lirica del Teatro delle Muse di Ancona – negli anni ha allargato il suo repertorio al melodramma romantico ed oggi si trova ad avere in comune col grande anconetano diversi ruoli, di cui Corelli ha lasciato incisioni di assoluto riferimento”.

Il programma che ascolteremo alle Muse di Ancona include brani da diverse opere che Corelli aveva in repertorio. Si apre con la Sinfonia dalla Norma di Vincenzo Bellini e alterna brani sinfonici, arie e duetti. Flórez canta l’aria di Edgardo “Tombe degli avi miei” da Lucia di Lammermoor di Donizetti, “Ah, lève toi soleil”, da Romèo et Juliette e “Salut, demeure chaste et pure” da Faust, di Gounod,  “Pourquoi me réveiller” da Werther, “Che gelida manina” da La Bohème  di Puccini.

Gli appuntamenti con le opere sotto l’egida di Kammeroper alle Muse saranno con:

il 29 e il 31 agosto alle ore 21 si parte con Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac, farsa in un atto di Gaetano Donizetti, libretto di Domenico Gilardoni, nella nuova revisione critica a cura di Giovanni Sparano e Alvise Zambon, che tiene conto degli ultimi ritrovamenti, tra cui un’aria alternativa per il baritono e alcuni recitativi, che verranno eseguiti per la prima volta. Il direttore è Sebastiano Rolli, presenza prestigiosa nel repertorio del belcanto. La regia è di Francesco Bellotto – eminente studioso donizettiano – scena e luci di Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana. Nel cast figurano artisti che frequentano con assiduità il repertorio belcantistico ed hanno grande dimestichezza con la comicità ottocentesca: Simone Alberghini Sigismondo – per la prima volta alle prese con un ruolo di buffo in napoletano, come nella tradizione delle farse donizettiane – Carolina Lippo (Nina),  David Astorga Ernesto di Rousignac, Carmine Riccio Teodoro, Nutza Zakaidze Camilla, Chiara Notarnicola Stefanina, Giorgi Manoshvili Colonnello , Davide Bartolucci Cola. L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Dalle note del direttore artistico Vincenzo De Vivo: _Il Giovedì grasso è una farsa di Gaetano Donizetti, nata per due grandi cantanti – il tenore Giovani Battista Rubini e il basso Luigi Lablache – in ambiente napoletano, dove la farsa è un “genere” del teatro musicale: un’architettura composta di arie, duetti e pezzi d’insieme, uniti da dialoghi parlati – che potevano diventare recitativi secchi quando l’opera veniva esportata al di fuori dei confini campani – che lasciava uno spazio importante al basso buffo, che parlava in schietto napoletano. Come spesso accadeva nell’Ottocento, la vicenda era stata presa da una commedia francese di successo, Le Nouveau Pourceaugnac di Scribe, che si era ispirato a Monsieur de Pourceaugnac di Moliére: la rivincita di un giovane ma avveduto ragazzo di provincia nei confronti di una burla ordita ai suoi danni da un buontempone di città_.

Si prosegue il 5 e il 7 settembre alle ore 21 con Gianni Schicchi Opera in un atto, libretto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini, preceduta da Il Conte Ugolino Il Canto XXXIII della Divina Commedia di Dante, musica di Gaetano Donizetti, Orchestrazione di Marcello Pepe a cura di Paola Magnanini (prima esecuzione in epoca moderna della versione per voce e orchestra), Il direttore è Marco Guidarini, interprete del melodramma italiano nei più importanti teatri europei. Il regista è Marco Baliani, una delle presenze più significative nel panorama teatrale contemporaneo. Scena e luci sono di  Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana.

Luca Dall’Amico canterà i versi danteschi che ritraggono la drammatica figura del Conte Ugolino, condannato a morire di fame, con i figli e i nipoti, con l’accusa di aver tradito la sua città.

L’unica opera comica di Puccini avrà come protagonista Angelo Veccia, applaudito Germont della Traviata del 2019, che ha debuttato nel ruolo alla Scala con Riccardo Chailly. Accanto a lui saranno Veronica Granatiero Lauretta – che il pubblico anconetano ricorda come protagonista della  SonnambulaMariangela Marini  Zita,  Pietro Adaini Rinuccio – che fu il Principe in CenerentolaLuca Dall’Amico Simone, ed un gruppo di giovani interpreti, alcuni dei quali provengono dalle realtà formative della Regione: Alessandro Fiocchetti Gherardo, Zuzanna Klemanska Nella, Gherardino Elena Mancia, Eugenio Di Lieto Betto di Signa, Matteo Torcaso Marco, Mariia Krylova La Ciesca, Johnny Ronen Bombino Maestro Spinelloccio/Guccio tintore, Davide Bartolucci Messer Amantio di Nicolao, Pier Silvio De Santis Pinellino calzolaio. L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Vincenzo De Vivo così nelle sue note:_ Il secondo spettacolo è un omaggio a Dante, nella ricorrenza del settimo centenario della morte: tra le non poche opere ispirate al grande poeta si è scelta la più amata, Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, il terzo scomparto del Trittico che il compositore lucchese scrisse per il Metropolitan di New York e che Toscanini diresse alla prima esecuzione. Di Schicchi si parla nel XXX canto dell’Inferno, dove l’anima dannata del fiorentino, membro della famiglia Cavalcanti, s’aggira tra i falsari perché colpevole di sostituzione di persona: “falsificando in sé Buoso Donati / testando e dando al testamento norma”.

L’opera di Puccini è preceduta da Il conte Ugolino, che Donizetti dedica allo stesso Lablache a cui aveva destinato il ruolo di Sigismondo nel Giovedì grasso. Il compositore mette in musica gran parte del canto XXXIII dell’Inferno, in cui il Conte Ugolino della Gherardesca – immerso nel ghiaccio tra i traditori – sospende la pena dell’Arcivescovo Ruggieri, a cui rode il capo per l’eternità, per raccontare a Dante e a Virgilio la sua storia. Rinchiuso da Ruggieri nella torre della Muda a Pisa, con i suoi figli e i nipoti, Ugolino è morto di fame, dopo aver assistito alla morte di tutti i suoi cari. Donizetti ha pubblicato la composizione per voce con il solo accompagnamento di pianoforte. Uno dei suoi migliori allievi – Marcello Pepe – ne elaborò un accompagnamento per quartetto d’archi e ne abbozzò l’orchestrazione, lasciandola incompiuta. Da quegli abbozzi è partita Paola Magnanini, a cui la Fondazione ha commissionato una nuova orchestrazione, che ad Ancona si ascolterà per la prima volta.

In entrambe le produzioni sarà presente l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”.

Gli abbonamenti e i biglietti sono in vendita su vivaticket.com

Biglietteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00,
il giovedì aperta anche nel pomeriggio dalle 17.00 alle ore 20.00.

Info 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

La Fondazione Teatro delle Muse è sostenuta da: Soci Fondatori: Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di: Ministero della Cultura, Regione Marche / Si ringraziano: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro.

7 lug. 2021 | Kammeroper alle Muse

LE OPERE IN CARTELLONE
CON I DIRETTORI SEBASTIANO ROLLI E MARCO GUIDARINI
LE REGIE AFFIDATE A FRANCESCO BELLOTTO E MARCO BALIANI
UN PRESTIGIOSO TRIO DI VOCI GRAVI: SIMONE ALBERGHINI IN SIGISMONDO,
ANGELO VECCIA IN SCHICCHI, LUCA DALL’AMICO NE IL CONTE UGOLINO

TUTTO IL PROGRAMMA SOTTO L’EGIDA DI CORELLI100

APRE I FESTEGGIAMENTI DEL COMUNE DI ANCONA
IL CONCERTO DEL TENORE JUAN DIEGO FLÓREZ
OMAGGIO A FRANCO CORELLI

CON MUSICHE DI BELLINI, DONIZETTI, BIZET, MASSENET, GOUNOD, LEONCAVALLO, PUCCINI

Il 29 agosto prende il via la stagione lirica, per il secondo anno sviluppata nella formula originale di Kammeroper.

Questa seconda edizione si terrà al Teatro delle Muse e prenderà quindi il titolo di Kammeroper alle Muse.

Come accadde per lo scorso anno, l’emergenza socio-sanitaria ha suggerito di anticipare la stagione lirica tenendo aperta, così, la possibilità di svilupparla all’aperto. I successivi interventi normativi ci hanno poi restituito la possibilità di ospitare nel Teatro Massimo della Regione gli eventi principali, con una capienza superiore rispetto alla platea all’aperto della Mole Vanvitelliana e soprattutto un palco all’altezza dei protagonisti.

“Non appena si è verificata la possibilità, il Comune di Ancona ha proposto di tornare a Teatro. Per affezione, anzitutto, perché questo è il tempio della lirica e della musica ad Ancona. Ma anche perché nel 2021 si celebra il centenario della nascita del grande artista a cui il Teatro è intitolato, Franco Corelli” queste le parole dell’Assessore alla Cultura di Ancona, Paolo Marasca “Il Teatro ci è mancato terribilmente, in questi mesi. Dopo esserci tornati con la prosa, lo facciamo con gli artisti che presentiamo oggi, grandi protagonisti della Stagione Lirica  Kammeroper. Una stagione che incorniciamo con una serie di eventi straordinari per celebrare i 100 anni dalla nascita di Franco Corelli, iniziando proprio dal palco del Teatro delle Muse “Franco Corelli” con il grande concerto di Juan Diego Floréz con l’Orchestra Sinfonica G.Rossini, per proseguire con un calendario di grande intensità”.

Apre la carrellata di appuntamenti in omaggio a Franco Corelli, il tenore Juan Diego Flórez mercoledì 25 agosto alle ore 21 al Teatro delle Muse assieme al soprano Marina Monzó e al Maestro Christopher Franklin che dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini in un concerto Omaggio a Franco Corelli su musiche di Bellini, Donizetti, Bizet, Massenet, Gounod, Leoncavallo, Puccini.

“Flórez, che già nel 2004 cantò un Omaggio a Corelli – afferma Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico della Stagione Lirica del Teatro delle Muse di Ancona – negli anni ha allargato il suo repertorio al melodramma romantico ed oggi si trova ad avere in comune col grande anconetano diversi ruoli, di cui Corelli ha lasciato incisioni di assoluto riferimento”.

Il programma che ascolteremo alle Muse di Ancona include brani da diverse opere che Corelli aveva in repertorio. Si apre con la Sinfonia dalla Norma di Vincenzo Bellini e alterna brani sinfonici, arie e duetti. Flórez canta l’aria di Edgardo “Tombe degli avi miei” da Lucia di Lammermoor di Donizetti, “Ah, lève toi soleil”, da Romèo et Juliette e “Salut, demeure chaste et pure” da Faust, di Gounod, “Pourquoi me réveiller” da Werther, “Che gelida manina” da La Bohème di Puccini.

Il 29 e il 31 agosto alle ore 21 si parte con Il giovedì grasso o Il nuovo Pouceaugnac, farsa in un atto di Gaetano Donizetti, libretto di Domenico Gilardoni, nella nuova revisione critica a cura di Giovanni Sparano e Alvise Zambon, che tiene conto degli ultimi ritrovamenti, tra cui un’aria alternativa per il baritono e alcuni recitativi, che verranno eseguiti per la prima volta. Il direttore è Sebastiano Rolli, presenza prestigiosa nel repertorio del belcanto. La regia è di Francesco Bellotto – eminente studioso donizettiano – scena e luci di Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana. Nel cast figurano artisti che frequentano con assiduità il repertorio belcantistico ed hanno grande dimestichezza con la comicità ottocentesca: Simone Alberghini Sigismondo – per la prima volta alle prese con un ruolo di buffo in napoletano, come nella tradizione delle farse donizettiane – Carolina Lippo (Nina), David Astorga Ernesto di Rousignac, Carmine Riccio Teodoro, Nutza Zakaidze Camilla, Chiara Notarnicola Stefanina, Giorgi Manoshvili Colonnello, Davide Bartolucci Cola. L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Si prosegue il 5 e il 7 settembre alle ore 21 con Gianni Schicchi Opera in un atto, libretto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini, preceduta da Il Conte Ugolino Il Canto XXXIII della Divina Commedia di Dante, musica di Gaetano Donizetti, Orchestrazione di Marcello Pepe a cura di Paola Magnanini (prima esecuzione in epoca moderna della versione per voce e orchestra), Il direttore è Marco Guidarini, interprete del melodramma italiano nei più importanti teatri europei. Il regista è Marco Baliani, una delle presenze più significative nel panorama teatrale contemporaneo. Scena e luci sono di Lucio Diana, costumi Stefania Cempini e Lucio Diana.

Luca Dall’Amico canterà i versi danteschi che ritraggono la drammatica figura del Conte Ugolino, condannato a morire di fame, con i figli e i nipoti, con l’accusa di aver tradito la sua città.

L’unica opera comica di Puccini avrà come protagonista Angelo Veccia, applaudito Germont della Traviata del 2019, che ha debuttato nel ruolo alla Scala con Riccardo Chailly. Accanto a lui saranno Veronica Granatiero Lauretta – che il pubblico anconetano ricorda come protagonista della  SonnambulaMariangela Marini  Zita,  Pietro Adaini Rinuccio – che fu il Principe in CenerentolaLuca Dall’Amico Simone, ed un gruppo di giovani interpreti, alcuni dei quali provengono dalle realtà formative della Regione: Alessandro Fiocchetti Gherardo, Zuzanna Klemanska Nella, Gherardino Elena Mancia, Eugenio Di Lieto Betto di Signa, Matteo Torcaso Marco, Mariia Krylova La Ciesca, Johnny Ronen Bombino Maestro Spinelloccio/Guccio tintore, Davide Bartolucci Messer Amantio di Nicolao, Pier Silvio De Santis Pinellino calzolaio. L’allestimento è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

In entrambe le produzioni sarà presente l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”.

CAMPAGNA ABBONAMENTI (biglietteria Teatro delle Muse)

Abbonamenti dall’8 luglio.

Biglietti dal 26 luglio.

Vendita on line www.vivaticket.com

Biglietteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00,

il giovedì aperta anche nel pomeriggio dalle 17.00 alle ore 20.00.

Info 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

La Fondazione Teatro delle Muse è sostenuta da: Soci Fondatori: Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di: Ministero della Cultura, Regione Marche / Con il sostegno di: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro.

Tutti gli appuntamenti sotto l’egida di Corelli100, omaggio al centenario dalla nascita del grande tenore anconetano, sono consultabili su www.comune.ancona.gov.it/ankonline/corelli100

Il programma Corelli100 vede la partecipazione di: Comune di Ancona, Fondazione Teatro delle Muse, Marche Teatro, Coro Lirico “V.Bellini”, Museo Tattile Statale Omero, Associazione Le Centocittà, Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli”, Amici del Teatro delle Muse, Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Club dei 27 di Parma con il patrocinio di Parma Capitale della Cultura 2021, ARCOM_Associazione Regionale Cori Marchigiani: Coro Filarmonico Rossini di Pesaro e Coro Francesco Tomassini di Serra dei Conti. La Direzione Artistica è affidata al Maestro Vincenzo De Vivo, direttore artistico della Fondazione Teatro delle Muse. (in allegato in cartella il programma completo).

7 apr. 2021 | Corelli 21: Ancona e il centenario del suo grande artista

Franco Corelli, artista di fama e grandezza internazionale che ha reso Ancona celebre nel mondo, nasceva nel 1921. Il 2021 scocca, dunque, il centenario della sua nascita e il Comune di Ancona ha deciso di celebrarlo con una serie di iniziative all’altezza.
Nato e vissuto nel quartiere Archi, atleta della SEF Stamura, indimenticato e amato artista, da molti considerato il più grande tenore di tutti i tempi, Corelli è radicato nel popolo anconetano e al tempo stesso ricordato e celebrato sui maggiori palcoscenici del mondo.
Per questo, Ancona lo celebra sia ricordandone il legame con la città e le realtà del territorio, sia dando testimonianza dell’importanza che egli ha avuto e ha tuttora fuori da Ancona, dalle Marche, dall’Italia.
“Non è facile, in un anno terribile come questo, programmare una celebrazione di tale importanza. Molti, altrove, hanno rinunciato a parlare di ricorrenze e anniversari. Ma noi siamo andati avanti, grazie anche alla tenacia di alcuni protagonisti della vita musicale e culturale della città” introduce le iniziative l’assessore alla cultura Paolo Marasca.
“Franco Corelli” le parole del Sindaco Valeria Mancinelli “è uno dei simboli della nostra città. Per la sua straordinaria carriera, certo, ma anche per la capacità di incidersi nella memoria di tutti gli anconetani. Il nostro Teatro, intitolato a lui, è solo uno dei luoghi che ci permette di tenerne viva la memoria. Ascoltarne la voce è un’esperienza emozionante, e in questo anno così pieno di problemi vorremmo farla arrivare a tante e a tanti concittadini, in tutta la sua forza e bellezza, perché forza e bellezza ci servono come non mai.”
Fa di nuovo eco l’assessore alla cultura“Vista l’impossibilità di programmare un evento all’altezza nel giorno esatto del centenario, l’8 aprile, abbiamo deciso di lavorare per la fine del periodo estivo, e di creare un grande contenitore Corelli21 che includesse una serie di iniziative, tra le quali la Stagione Lirica della Fondazione Teatro delle Muse. L’8 aprile ci sarà, comunque, un’anteprima, organizzata dal Museo Tattile Statale Omero on-line, con una conferenza del critico musicale Fabio Brisighelli che potrà essere vista sul canale Youtube del Museo.”

Il programma Corelli21 vede la partecipazione di:
Comune di Ancona, Fondazione Teatro delle Muse, Marche Teatro, Coro Lirico Vincenzo Bellini, Museo Tattile Statale Omero, Associazione Amici della Lirica, Associazione Amici del Teatro, Accademia d’Arte Lirica di Osimo.
La Direzione Artistica è affidata a Vincenzo De Vivo, direttore artistico della Fondazione Teatro delle Muse.
Gli eventi avranno luogo alla Mole Vanvitelliana.
“La scelta della Mole è legata alla necessità di essere pronti a qualsivoglia emergenza socio-sanitaria. Il nostro Teatro, il più grande delle Marche e uno dei più grandi d’Italia, sta soffrendo questo terribile periodo, ma dobbiamo ricordare che Ancona è una città che produce lirica, e ha bisogno, per farlo, di certezze che al momento non può avere. La Mole, quindi, offre ospitalità al mondo della lirica, e la direzione artistica di Vincenzo De Vivo garantisce, come lo scorso anno, una stagione importante che, nel 2021, è arricchita dalle celebrazioni di Corelli. Non bisogna, poi, dimenticare la suggestione di ospitare alla Mole il ricordo di Franco Corelli, cresciuto nel quartiere degli Archi e, anche, atleta premiato della SEF Stamura. Un po’ un ritorno a casa.”

IL PROGRAMMA

La cornice
Alcuni importanti soggetti del mondo musicale di Ancona e delle Marche propongono iniziative a cornice del programma principale del Comune di Ancona e della Fondazione Teatro delle Muse: l’associazione Amici della Lirica, il Coro Vincenzo Bellini, l’Accademia Lirica di Osimo e altre realtà cittadine, a partire dall’avvio della stagione estiva, contribuiranno a comporre il fil rouge del 2021, per arrivare al momento clou, racchiuso tra il 25 agosto e il 7 settembre.
Tra gli eventi di cornice, uno funge da premessa, ed è la conferenza online ospitata sul canale Youtube del Museo Tattile Statale Omero dal critico musicale Fabio Brisighelli l’8 aprile.

Il cuore
Il 25 agosto una mostra ideata e ospitata dal Museo Tattile Statale Omero in occasione del centenario introduce al grande evento speciale di apertura della stagione lirica di Ancona, il concerto dedicato a Franco Corelli che vedrà sul palco della Mole Juan Diego Floréz, celebre tenore peruviano, interprete di alcuni dei ruoli che furono di Franco Corelli, da Edgardo nella Lucia di Lammermoor al Faust di Gounod e al Werther di Massenet.
“Floréz, che già nel 2004 cantò un Omaggio a Corelli – afferma Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico della Stagione Lirica del Teatro delle Muse di Ancona – negli anni ha allargato il suo repertorio al melodramma romantico ed oggi si trova ad avere in comune col grande anconetano diversi ruoli, oltre ad alcune tra le più celebri romanze da salotto, di cui Corelli ha lasciato incisioni di assoluto riferimento”.

Tra il 26 agosto e il 9 settembre, continueranno attività di cornice, che includeranno gli spazi della SEF Stamura, società sportiva nella quale Franco Corelli militò con successo.

Il 29 e il 31 agosto prende il via la stagione lirica, per il secondo anno straordinariamente ospitata  da La Mole e sviluppata nella formula originale di Kammeroper alla Mole. Si parte con Il giovedì grasso o Il nuovo Pouceaugnac, farsa in un atto di Gaetano Donizetti.  Si prosegue il 5 e il 7 settembre con Il Conte Ugolino Il Canto XXXIII della Divina Commedia di Dante, musica di Gaetano Donizetti, Orchestrazione di Marcello Pepe (Prima esecuzione in epoca moderna della versione per voce e orchestra) e Gianni Schicchi Opera in un atto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini.

Chiuderà questo intenso periodo, in data da destinare tra 8 e 10 settembre, un altro evento speciale, affidato al prestigioso Club dei 27 di Parma, capitale italiana della cultura 2020 e 2021. Il Club dei 27 dedicherà una serata a Franco Corelli, grazie al rapporto fruttuoso tra il Club e l’Associazione Amici del Teatro delle Muse di Ancona, restituendo alla città di origine la prospettiva nazionale e internazionale del grande Franco Corelli.

DOCUMENTI

Valeria Mancinelli, Sindaco di Ancona
“Franco Corelli” le parole del Sindaco Valeria Mancinelli “è uno dei simboli della nostra città. Per la sua straordinaria carriera, certo, ma anche per la capacità di incidersi nella memoria di tutti gli anconetani. Il nostro Teatro, intitolato a lui, è solo uno dei luoghi che ci permette di tenerne viva la memoria. Ascoltarne la voce è un’esperienza emozionante, e in questo anno così pieno di problemi vorremmo farla arrivare a tante e a tanti concittadini, in tutta la sua forza e bellezza, perché forza e bellezza ci servono come non mai.”

Paolo Marasca, Assessore alla Cultura
“Non è facile, in un anno terribile come questo, programmare una celebrazione di tale importanza. Molti, altrove, hanno rinunciato a parlare di ricorrenze e anniversari. Ma noi siamo andati avanti, grazie anche alla tenacia di alcuni protagonisti della vita musicale e culturale della città. Ancona è fiera e orgogliosa di Franco Corelli e ci tiene a dimostrarlo.”

Velia Papa, Direttore della Fondazione Teatro delle Muse
“Il lavoro al Teatro delle Muse non  si è mai fermato. Anche a porte chiuse abbiamo continuato a produrre spettacoli, proporre iniziative ed attività artistiche. Ora stiamo preparando l’appuntamento con la stagione lirica. Data la perdurante incertezza sulle riaperture dei teatri, la Fondazione Muse ha deciso di proporre ancora una seconda edizione della stagione lirica all’aperto nella splendida cornice della Mole. La proposta artistica, curata dal Maestro Vincenzo De Vivo, sarà, come sempre, di grande livello con autentiche “chicche”. La stagione lirica non poteva non celebrare Franco Corelli nell’anno del centenario dalla nascita. Il programma si aprirà quindi il 25 agosto con un degno omaggio in forma di concerto lirico.”

Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico Stagione Lirica Fondazione Teatro delle Muse
Il concerto di Florez – fiore all’occhiello delle celebrazioni del Comune di Ancona per il centenario di Corelli – inaugurerà il 25 agosto la rassegna, nella quale seguiranno il 29 e 31 agosto Giovedì grasso, una farsa di Gaetano Donizetti, di rara esecuzione, e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, preceduto da un’altra rarità donizettiana, Il conte Ugolino, dal XXXIII Canto dell’Inferno, nell’orchestrazione di Marcello Pepe, omaggio alle celebrazioni dantesche (5 e 7 settembre).Florez, che già nel 2004 cantò un Omaggio a Corelli – afferma Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico della Stagione Lirica del Teatro delle Muse – negli anni ha allargato il suo repertorio al melodramma romantico ed oggi si trova ad avere in comune col grande anconetano diversi ruoli, oltre ad alcune tra le più celebri romanze da salotto, di cui Corelli ha lasciato incisioni di assoluto riferimento”.

Aldo Grassini, Presidente Museo Tattile Statale Omero
“Ancona celebra il Centenario della nascita del suo figlio più famoso: Franco Corelli.
La sua passione per il canto lirico apparteneva storicamente al cuore della gente di Ancona e quella voce straordinaria per potenza, estensione, intensità e per quel colore brunito che ne hanno fatto il tenore del XX Secolo, risuonava, come molti testimoniano, nei portoni e nelle strade di Ancona prima degli studi e della prestigiosa carriera. C’è in programma di accompagnare ad uno spettacolo degno del Personaggio, una mostra che ne ricordi l’arte e i luoghi che lo videro nascere e crescere fino allo spiccar del volo.”

Marco Ascoli Marchetti, Presidente Fondazione Teatro delle Muse
“La Fondazione Teatro delle Muse, il cui teatro è appunto dedicato a Franco Corelli, sarà molto disponibile e lieta di partecipare ed associarsi alle iniziative che il Comune di Ancona vorrà intraprendere per onorare il suo illustre concittadino Franco in occasione del centenario della sua nascita. Il nostro compito è fare da punto di riferimento per le realtà che arricchiranno il programma.”

Annalisa Galeazzi, Presidente Associazione Amici del Teatro
“L’evento dedicato a Franco Corelli-Cavaliere di Verdi porterà ad Ancona il “Club dei 27 Appassionati Verdiani Parma”, l’associazione composta da soli 27 soci, ognuno dei quali porta il titolo di un’opera di Giuseppe Verdi. Il Club dei 27 da oltre 60 anni crea cultura divulgando l’arte verdiana tra i giovani, promuovendo manifestazioni di alto profilo come il concerto “Fuoco di Gioia” durante il Festival Verdi di Parma, e conferendo la prestigiosa onorificenza “Cavaliere di Verdi” ai più grandi artisti del mondo che hanno onorato il nome e le opere di Verdi: tra loro, Franco Corelli. Lo spettacolo sarà presentato da  Paolo Zoppi, il Falstaff del Club: un ponte ideale tra Parma e Ancona, tra Verdi e Corelli.”

Associazione Amici della Lirica Franco Corelli
“L’Associazione Amici della Lirica Franco Corelli per commemorarne il centesimo anniversario della nascita ha disposto una videoconferenza curata dal critico musicale Fabio Brisighelli in collaborazione con il Museo Omero su piattaforma zoom alle ore 18. (prenotazione all’indirizzo conferenze@museoomero.it o seguirne la diretta streaming sul canale YouTube del Museo). Per la prossima estate inoltre, compatibilmente con la possibilità di utilizzare spazi idonei alla lirica, in omaggio al nostro grande concittadino, l’Associazione intende proporre due concerti di cui uno dedicato a talenti marchigiani e l’altro a giovani allievi delle scuole di canto delle Marche.”

Coro Lirico Vincenzo Bellini
“Il Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini di Ancona è onorato di aderire alle celebrazioni per il Centenario della nascita del tenore Franco Corelli dando la propria disponibilità a partecipare agli eventi che si vorranno mettere in atto per ricordare degnamente il grande tenore anconetano e mettendo a disposizione della cittadinanza i documenti storici presenti nella propria sede presso il Teatro delle Muse.
Per l’occasione si organizzeranno anche delle prove musicali aperte, in location da concordare, con anteprime di testimonianze di alcuni coristi del Coro Bellini che hanno cantato in produzioni liriche con il grande tenore.”

Fabio Brisighelli, Critico musicale
Il nome di Franco Corelli è indissolubilmente legato al mito della voce tenorile. Per il teatro d’opera ha eretto un monumento aere perennius, più duraturo del bronzo, per dirla con Orazio.  Ricordarlo in questa occasione del centenario della sua nascita (Ancona, 8 aprile 1921), rappresenta qualcosa di vivo e di struggente, perché di voci del suo calibro si è persa purtroppo la memoria. Il ricordo di lui nelle vesti di prim’attore del palcoscenico lirico resta e resterà indelebile: per la vibrante bellezza delle note sposata alla prestanza, al “fisico del ruolo” dei suoi personaggi, nell’arco di una carriera iniziata nel 1951 (con Carmen, debutto “profetico”), e proseguita fino all’ultima recita in Bohème nel 1976 al Festival pucciniano di Torre del Lago: uno straordinario cursus honorum di venticinque anni, in cui rifulgono tra le tante presenze nei palcoscenici del mondo quelle alla Scala di Milano, dove è stato protagonista di cinque inaugurazioni consecutive tra il ’60 e il ’64, nel consueto 7 di dicembre; e quelle al Metropolitan di NewYork, per ben quindici successive stagioni (1960/61-1974/75).  Sfidano il tempo, compiuti come pochi altri, i suoi Calaf e Manrico, Andrea Chénier e Don Alvaro, Mario Cavaradossi e Ernani, Poliuto e Raoul de Nangis (degli Ugonotti): e con loro e su loro l’appassionato dragone creato dal genio di Bizet, il più bel Don José a cui Carmen abbia mai gettato un fiore.

4 gen. 2021 | In streaming il programma estivo di Kammeroper alla Mole

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA DI TEATRO MUSICALE DA CAMERA
KAMMEROPER ALLA MOLE
ANDATO IN SCENA AD ANCONA LA SCORSA ESTATE

SARÁ TRASMESSO IN STREAMING
DAL 5 AL 7 GENNAIO 2021

SARANNO VISIBILI GRATUITAMENTE:
L’INTERMEZZO BUFFO DI CIMAROSA IL MAESTRO DI CAPPELLA
L’OPERETTA PARIGINA DI OFFENBACH PÉPITO
LA SERENATA TEATRALE SETTECENTESCA MARC’ANTONIO E CLEOPATRA DI HASSE

Dal 5 al 7 gennaio 2021 sul sito della Fondazione Teatro delle Muse sarà visibile in streaming, gratuitamente, il programma della rassegna KAMMEROPER ALLA MOLE.
Le produzioni della Fondazione Teatro delle Muse: Il Maestro di Cappella di Cimarosa, Pèpito di Offenbach e Marc’Antonio e Cleopatra di Hasse sono andate in scena la scorsa estate, in settembre,  all’interno del suggestivo spazio della Corte della Mole Vanvitelliana di Ancona con successo di pubblico e critica.

Tre quindi le opere da camera di epoca diversa, tutte di grandissima suggestione, che saranno visibili sul sito della Fondazione Muse, anticipate da tre messaggi del direttore artistico Vincenzo De Vivo (registrati in occasione della messa in scena estiva).
Kammeroper alla Mole raggruppa tre pièces che appartengono a generi diversi:  l’intermezzo buffo napoletano di Cimarosa, Il Maestro di Cappella, che piacque tanto a Goethe; l’operetta parigina con Pépito di Offenbach, un’opéra-comique che alterna brani canati a dialoghi parlati; la serenata teatrale settecentesca, con Marc’Antonio e Cleopatra di Hasse, scritta a Napoli nel 1725 per le voci delle star dell’epoca, il contralto Vittoria Tesi e il castrato Farinelli, che interpretò il ruolo della regina egiziana.

Le produzioni sono affidate ad interpreti di grandissimo prestigio. Alessandro Corbelli – tra i più grandi nel repertorio buffo – sarà il Maestro cimarosiano e interpreterà arie di Rossini e Donizetti nella sua folle “prova d’orchestra” di felliniana memoria. I solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana saranno diretti da Sebastiano Rolli.

Alfonso Antoniozzi sarà Vertigo, il factotum di paese che prende in giro il Figaro rossiniano, e curerà la messa in scena di Pépito, l’operetta di Jacques Offenbach, nata nel 1853 sul palcoscenico del Théatre des Varietès, offerta nell’elegante riscrittura di Giovanni Piazza per ensemble da camera e la traduzione italiana di Vincenzo De Vivo (entrambe nate per una fortunata edizione al Cantiere d’Arte di Montepulciano, nel 1987, con il giovanissimo Antoniozzi protagonista). Con lui canteranno Maria Sardaryan (Manuelita), la Lisa della Sonnambula alle Muse, lo scorso anno, e il tenore Pierluigi d’Aloia (Miguel). Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Rossini salirà Marco Guidarini.

Il contralto Delphine Galou e il soprano Sophie Rennert – autorevolissime voci dell’opera barocca – saranno le interpreti di Marc’Antonio e Cleopatra di Hasse, sotto la direzione di Ottavio Dantone, con l’Accademia Bizantina, uno dei complessi più prestigiosi nel panorama internazionale. La mise en espace sarà curata da Lucio Diana, i costumi da Stefania Cempini.